lunedì 6 maggio 2013

Lieta


(Children Sleeping-Vasily Perov)

Vi guardo
e per un momento la rabbia,
il dolore, la mancanza, 
tornano attraenti in me.

Vi sento
e le vostre risa stridono,
tagliano la carne e scaldano
il sangue che annega il cuore.

Un battito.

Mi guardate
e i vostri occhi sono
limpidi, sinceri, sorridenti,
abbastanza per me.

Lo sentite?
Silenzio ed eccolo, ancora,
quel battito calmo e vivo,
vostro che dà il ritmo al mio.

Un battito ancora e sono lieta.

lunedì 29 aprile 2013

Ancora viva


(Danaide-Auguste Rodin)

Schegge, conficcate in profondità
Gocce, limpide di dolore
Io, ancora viva.

lunedì 22 aprile 2013

Sorriso


(Rain Princess-Leonid Afremov)

Cammini semplicemente così,
ignara dei suoi sguardi,
del modo in cui ti vede,
dipinta tra i colori del mondo.

Perché è così che pensa a te,
semplicemente bella e viva
mentre l'aria e la terra 
vibrano e si colorano per te.

L'acqua prende fuoco al tuo
passaggio e tu ti rispecchi
in fiamme liquide. Ora sai,
e arrossisci del vostro sorriso.

lunedì 15 aprile 2013

Profumo 2


(Memories Smell Like Flowers-Ivan Alifan)

Il vento mi porta il tuo profumo,
sono qui e attendo che mi avvolga,
pronta ad aprire gli occhi,
ma so che è un inganno, un sogno
e nel torpore tento di afferrarlo.

lunedì 8 aprile 2013

Dita che non sono solo le tue

(Study For A Soul-Anonymous)

Senti anche tu la vita scivolare via

come un nastro di raso che ti passa tra le dita?
Come se tu non fossi abbastanza pronto,
abbastanza forte e veloce per afferrarla?

Basta una mano che prenda la tua, una risata viva,

la bellezza sulle linee di un volto,
perché tu possa tornare a sentirla tua, vita
viva e pulsante, tra dita che non sono solo le tue.

lunedì 1 aprile 2013

Vedere


(Utonula-Jacub Schikaneder)

Giaccio distesa su una riva di pensieri,
nulla riesce a distogliermi da essi,
il sole, la brezza, la realtà tutta,
restano inermi, tristemente spettatori.

Così il sole attenua la sua luce,
il cielo diventa più fosco, grigio
e il mare rallenta le sue onde.
E io mi desto, un solo istante, sufficiente.

Sono io che ho sfocato la realtà
o è la realtà che si è piegata per me?
Per me, così che potessi di nuovo
accorgermi di lei e risvegliarmi?

Giaccio distesa su questa riva,
ma non sono più i miei pensieri
a cullarmi, ma raggi, venti, onde.
E non più solo guardo, ma vedo.

lunedì 25 marzo 2013

Lamia

(Islands-Brad Kunkle)

"Chi sei tu che volgi a me le tue suppliche?
Chi, tu, la cui natura umana è stata trasfigurata
dal dolore e ora è persa nel peccato?
Tu, che preghi colei che prima fu dannata?".

Così Lilith incalzava il serpente, la donna,
colei che ai suoi piedi piangeva, le cui lacrime
scorrevano come il sangue e il peccato 
a creare un fiume infernale sulla Terra.

"Tu conosci il mio nome, mille notti
tra il sangue ti ho invocata, la tua vendetta
chiamavo per dei che mi hanno condannata
al tuo stesso destino. Lamia".

Così la donna rispose, subito, forte,
ma dentro di sé tremava di fronte al Demone.
Perché l'aveva invocata, cosa cercava in lei?
Così interrogandosi alzò il capo e la guardò.

Occhi rossi, di sangue, erano posati su di lei,
ma come la stavano guardando?
Lamia cercava la sua risposta in quelle iridi
pronta a donare ciò che rimaneva del suo destino.

"Lascia che io ti segua Lilith,
lascia che io sia la tua serva, comandami,
guidami, parlami, sempre, ora.
Non ho più nulla se non questo."

E la vergine nera non smise mai di guardarla,
mai tolse gli occhi da quell'anima martoriata.
La propria condanna era stata la solitudine,
che Lamia fosse l'assoluzione?

"Alzati donna, tu che preghi chi nulla 
ha da darti se non lacrime che si mischino
alle tue. Non pregarmi! Non adorarmi!
Cammina con me, piangi con me. Attendi con me."



"Lamia!" he cried - and no soft-toned reply.
The many heard, and the loud revelry
Grew hush; the stately music no more breathes;
The myrtle sicken'd in a thousand wreaths.
By faint degrees, voice, lute, and pleasure ceased;
A deadly silence step by step increased,
Until it seem'd a horrid presence there,
And not a man but felt the terror in his hair.
"Lamia!" he shriek'd; and nothing but the shriek
With its sad echo did the silence break.

"Lamia" 
John Keats