"Mi si è avvicinata la tua inquieta bellezza E ho avuto il dono di restare, di esserne amico, Di viverne il canto, lo sguardo, il calore, Di accarezzarne i pensieri mischiandoli ai miei."
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giovedì 18 agosto 2011
Corpo
Aria rarefatta, venti impetuosi
ma il mio respiro rimaneva regolare.
Terra tremante, sabbie mobili
eppure i miei passi non cambiavano ritmo.
Acque vorticose, correnti gelide
ma i miei occhi restavano asciutti.
Fuochi infernali, fiamme divoranti
eppure il mio cuore batteva inesorabile.
Gocce di cielo, granelli di fuoco
posati su di me, caduti dentro di me.
Venti calmi, aria viva
ma il mio respiro non è abbastanza veloce.
Sabbie assolate, terra viva
eppure i miei passi sono una corsa.
Correnti calde, acqua viva
ma i miei occhi piangono ogni giorno.
Fiamme buone, fuoco vivo
eppure il mio cuore non trova più il suo ritmo.
Un’anima che non trova più le sue membra,
un corpo che non è più il mio.
Anche esso è tuo.
Mente
Un pensiero fisso
dolore atroce.
Un ricordo continuo
scaturito nell’apatia.
Un’anima, vortice e mare calmo
E tu, corrente inconsapevole
della mia mente.
mercoledì 17 agosto 2011
Fuoco
Un tenero peso, un dolce calore,
cullato fra le mie braccia come un bambino
è il mio affetto per te.
Ma poi eccolo accendersi,
una fiamma vivida che mi scorre nel petto
e mi brucia scivolando fino al mio ventre.
Un affetto che hai trasformato in fiamma,
una passione che è tornata dolce calore.
E ora di cenere son fatta,
e anche essa è tua.
Acqua
Piccoli rintocchi su un pezzo di stoffa,
echi di dolci parole.
Piccole gocce di un elemento,
echi di dolci sguardi.
Una lieve pioggia, ricordo di te,
acqua sul mio viso,
un viso che non è più lo stesso
perché da tempo, troppo tempo,
i tuoi occhi non si posano più su di esso.
sabato 13 agosto 2011
Terra
Da quel benedetto monte a est,
terra dei tuoi avi, testimone della tua matura età.
A quella cima stellata a ovest,
occhio indiscreto su una passione nascente.
Dalle consuete spiagge a sud,
indifferenti spettatrici di un dolore divorante.
Alle sacre spianate a nord,
imperiali tramiti di una fiamma mai accesa.
Vago col pensiero in cerca di un tuo segno,
ricerco il luogo dove mi inginocchiai accanto a te,
ma nulla ti sei lasciato dietro.
Nulla mi rimane se non questo pugnale,
inchiostro e grafite,
con cui tengo aperti gli unici segni che hai lasciato per me.
giovedì 11 agosto 2011
Aria
Mi sfiori
e lasci sulla mia pelle un’impronta incandescente.
Mi parli
e il mio orecchio registra quella calda vibrazione.
Un alito di vento
e il tuo odore entra a far parte di me.
Ma ora né tocco, né voce,
né profumo che cerco nell’aria.
Inspiro
acqua, sole, terra,
perfino l’aria ha un odore tutto suo,
Ma tu sei perso
e io non respiro più.
Elements
“Se la poesia non viene naturalmente come le foglie vengono ad un albero, è meglio che non venga per niente.”
J. Keats
Niente è più vero di questi versi, ma a volte sentiamo il bisogno di trovare le parole, per liberarci di un peso, per capire veramente noi stessi. A volte queste parole sono di altri, una canzone, una poesia, un film; a volte non sono mai abbastanza giuste.
Elements nasce da una teoria, insieme di teorie antiche, su come il mondo sia “costruito”. Sei elementi: aria, terra, acqua e fuoco sono quelli naturali, presenti in molte filosofie occidentali e orientali; mente, precedentemente chiamato “soffio di strega”, l’anima, qualcosa di necessario per il controllo degli altri elementi; infine corpo, l’unione degli altri cinque ma allo stesso tempo elemento indivisibile. E quindi ecco il mio mondo:
“E ora di cenere son fatta,
e anche essa è tua.”
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