mercoledì 5 ottobre 2011

Battito

(Il Bacio-Jean Louis Théodore Géricault)

È un’irrequietezza
Che non sai se soddisfare
O se mettere  a tacere.
La consapevolezza
Che niente la spegnerà.

Vita

(Manao Tupapao (Lo Spirito dei Morti Veglia)-Paul Gauguin)

Cogli anima un guizzo di gioia
tienilo nel petto.
Non arrenderti al dolore
tienilo con te.
Un dolore,
La morte,
La certezza di essere viva.

martedì 27 settembre 2011

Noi

(The Siren-John William Waterhouse)

Voce che canta sola nel vento.
Ode solo sé stessa,
Fragile vibrazione
che viene persa.

Una musica,
Coro di note, sinfonia di voci,
Non per accompagnarla,
Ma per fondersi.

E così canta, suona, vibra
In un’armonia.

Un cuore che coglie 
Ciò che il vento disperde.

lunedì 19 settembre 2011

Miracolo

(Ulisse schernisce Polifemo (particolare)-Joseph Mallord William Turner)

Cantate angeli miei, cantate
Ed esprimete tutta la vostra gioia.
Cantate amori miei, cantate
così che il canto allevi le vostre pene.
Canta cuore mio, canta
perché anche se il tuo dolore
è troppo grande per essere dimenticato  
è attraverso il canto che può essere vissuto e innalzato.



venerdì 16 settembre 2011

Esserci

(Cedar-Emily Carr)

Ciò che dobbiamo e possiamo sperare 
è di essere una piccola chiazza di colore,
un solo punto sulla tela di un pittore
perché vorrebbe dire che qualcuno
ci ha proprio voluti lì.
E se questo fosse già troppo,
se fossimo solo uno sbaglio,
comunque ci saremmo
e nella nostra imperfezione
concorreremmo a qualcosa che
senza di noi sarebbe forse più perfetto
ma meno vibrante di bellezza.



giovedì 15 settembre 2011

Assenza

(Ophelia-John Everett Millais)

Una mano che stringe il mio cuore
Cinque piaghe che non sanguinano
Solo per la pressione delle tue dita su di esse

Un dolore immenso
Minore solo di quello dell’assenza
Della consapevolezza che mai più tornerai

Ora il mio cuore è libero di sanguinare
Una ferita libera di rimarginarsi
Lacrime che bagnano una piaga che temo possa guarire






mercoledì 14 settembre 2011

Wistaria

 (Wisteria-Claude Monet)

Secco, triste
appeso, sostenuto
addormentato o morto.

Addormentato, solo questo,
in  attesa della prossima primavera,
del sole che ridarà colore ai suoi fiori.

Ma io,
secca, triste
appesa,sostenuta
addormentata o morta.

Il mio inverno è stato freddo, gelido
i miei rami sono rinsecchiti
per permettere al mio cuore di sopravvivere.

Un vuoto si è formato
e sempre più si allarga
tanto più questo inverno durerà.

Aspetto ancora la primavera,
la mia primavera
che sola potrà svelare
quanta vita c'è ancora in me. 

“Ho finalmente trovato le parole,
dopo tanto tempo il glicine
mi ha mostrato la sua natura.”